domenica 9 ottobre 2011

il telaio delle meraviglie

Le mani corrono veloci, annodano, sciolgono, riannodano, tagliano, è tardi, è buio ovunque tranne che davanti ai miei occhi, ormai miopi. I disegni sulla tela sono privi di contorni, i colori scavalcano furibondi i margini e si confondono, io sola a memoria li riconosco, infiniti giorni li ho creati per poi assassinarli nelle notti inquiete, senza metterli mai alla luce. Aborti quotidiani per sopravvivere. Per non lasciarmi tentare da quei corpi lucidi, da quei polpacci ricoperti da gambali lucenti, da quegli occhi scuri che desiderano la "regina". So che vogliono il mio gruzzolo ma posso anche illudermi di attraversare il loro immaginario erotico in quanto donna di potere. Penelope, la fedele, colei che attende nel tempo mitico il ritorno di quello stronzo megalomane di Odisseo! Penelope che tesse di giorno e disfa la trama di notte per non sposare uno dei Proci.Che favola...
Io spasimo per questi guerrieri che sono rimasti ad Itaca per non seguire il destino infausto scatenato da quella zoccola di Elena: sono qui per me e per il mio regno, per me vedova bianca che si ostina nel rifiuto.

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